Furti di libri

In questo mondo di ladri (come insegna Venditti) si ruba di tutto, anche i cavi di rame nei cantieri o gli ulivi dalle ville, per cui figuriamoci se non si rubano i libri.

Anzi, i libri antichi si prestano bene ad essere rubati dato che esiste un elevato rapporto tra il volume e l’ingombro del bene e  il suo valore e che possono essere rivenduti su un mercato sconfinato di bibliofili spesso disposti a non farsi troppe domande pur di accaparrarsi un libro raro.

Essendo non pochi gli scrittori che amano i libri, non sono stati rari i gialli che hanno trattato di furti di libri. A parte il mio L’unico peccato. Amore e morte alla Biblioteca Nazionale di Firenze, ricordo Il Maestro della Testa sfondata di Hans Tuzzi. Altri esempi li trovate scorrendo questa lista ma ne esistono ancora molti.

Per cercare di rendere più difficile la vita ai ladri e ai ricettatori, la ALAI (Associazione Librai Antiquari d’Italia) ha realizzato una interessante banca dati con l’elenco dei libri rubati.

Bibliofilo avvisato, mezzo salvato. 

   

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

2 Responses to Furti di libri

  1. sedge says:

    Ho visto la banca dati, è incredibile.

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  2. Esistono anche i ladri di idee che, confidando nei loro agganci e nella loro possibilità di pubblicare, RUBANO IDEE da scritti di autori ancora sconosciuti.
    A volte rubano dalle bozze, così che, se poi esse vengono corrette, fanno come quelli che a scuola copiano compiti sbagliati.
    Sono quegli scrittori superficiali e ipocriti che si professano amiconi e a volte pure pigmalioni e invece sono soltanto dei puri bastardi.
    Purtroppo io ho avuto la sfortuna di incontrare una di queste belle personcine sulla mia strada.
    Ancora non l’ha pagata, ma c’è chi dice che la vendetta è un piatto che va gustato freddo e io, aspetto…

    Scusa Sergio se mi sono permessa questa digressione, ma sai quanto mi roda ancora ‘sta cosa,seppure siamo passati anni dal duplice furto delle mie idee.

    Un caro saluto e buon lavoro.
    Francesca P.

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