Calvino, la forma e la sostanza

Segnalo un post di Akio che cita un brano di Italo Calvino tratto dalle Lezioni americane.

Nel brano, che suggerisco di leggere per esteso, Calvino si lamenta dell’uso approssimativo del linguaggio che presumibilmente è legato anche a un cambiamento più profondo avvenuto nel nostro mondo. "Il mio disagio è per la perdita di forma che constato nella vita, e a cui cerco d’opporre l’unica difesa che riesco a concepire: un’idea della letteratura".

Io credo che più che da una perdita di Forma, il nostro tempo sia caratterizzato da una perdita di Senso (ovvero di Sostanza intima delle cose).
Non ci è più ben chiaro cosa stiamo qui a fare e quale sia lo scopo ultimo delle cose che facciamo.
Ciò si riverbera anche sul linguaggio: l’uso dell’uno o dell’altro termine, alla fine, diviene indifferente, se tanto non sappiamo bene cosa vogliamo dire.

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

7 Responses to Calvino, la forma e la sostanza

  1. barmoka says:

    un pò comlicato ma….ripasserò

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  2. sedge says:

    Sono molto in sintonia con te, credo che la perdita del senso delle cose sia talmente generalizzata e profondamente inserita nei nostri modi di fare, che porti molti di noi a sragionare addirittura.

    Il testo proposto da Akio è molto bello e assai giusto, ma difficile:
    come si fa ad opporre a tutto ciò “un idea della letteratura”? Come fa la letteratura a “creare degli anticorpi” se la stessa approssimazione di linguaggio e concetti colpisce un pò tutte le zone della nostra società?

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  3. sedge says:

    Se permetti, linko questo tuo post sul mio blog.
    Sarebbe bello fare una discussione su questo tema.

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  4. akio says:

    grazie. è bellissimo quando un post così viene rilanciato e diviene lo spunto per approfondimenti e discussioni. merito di calvino ma anche dell’uso intelligente di uno strumento come il blog che, ne sono certo, calvino avrebbe usato e nobilitato.

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  5. scriverecala says:

    Anch’io ho qualche dubbio sulla capacità della letteratura di salvarci.
    Il problema, infatti, per come la vedo io, non è nella forma ma nella sostanza.

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  6. sedge says:

    La letteratura e il senso della forma.[..] Discutendo di cose serie, segnalo un post su calablog che parla di forma, sostanza, senso delle cose ed il possibile rapporto con la letteratura. Il post di calablog si rifà ad un interessante scritto di Calvino sull’argomento, ripreso dalle pag [..]

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  7. Secondo me il problema è proprio che non sappiamo bene quello che vogliamo dire. Perchè forse non lo sentiamo così importante. Dire quello che si pensa è difficile (dire quello che si sente è impossibile): mancano i vocaboli che non conosciamo, e che alla fine non ci interessa nemmeno conoscere. Leggiamo poco e soprattutto letteratura straniera tradotta. Usiamo si e no un quinto del vocabolario italiano.
    La comunicazione via internet ed i con il T9 hanno fatto il resto (odio le k al posto del ch!!!) . Si va molto per immagini. Ma poi se chiediamo di tradurre in parole quello che pensiamo diventa difficile. Io non credo che la forma sia fondamentale ma credo nella sostanza. E di sostanza in giro ce ne è davvero poca.
    L’esperienza che vedo con le mie figlie è la seguente (scuola media inferiore): fanno temi cortissimi in cui hanno davvero difficoltà ad esprimere il loro pensiero. Sanno inventare storie di fantasia, sanno riassumere o estendere fatti, ma il loro pensiero resta sempre fuori. E non capisco il perchè ma non so neanche insegnare il come. Giudicano con ferocia gli insegnanti noiosi e adorano quelli che li fanno stare ad ascoltare rapiti. Hanno preferenze e non, hanno le loro idee su tantissime cose. E così me lo raccontano.
    Ma non riescono a scriverle mai.
    Come se la scrittura fosse una qualcosa di estraneo. Di formale, per fare contenta la professoressa.

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