Venerdì 22 giugno esce un’antologia con un mio racconto. Toscana in giallo “presentata da Marco Vichi”

Esce in questi giorni un’antologia in cui è presente un mio racconto.

Venerdì sarò presente, insieme ad altri autori, alla presentazione ufficiale dell’antologia edita da Fratelli Frilli edizioni.

 

Venerdi 22 giugno ore 18.00 presso la Melbookstore (via de’ Cerretani 16r.) – Firenze
Presentazione dell’antologia Toscana in giallo (Fratelli Frilli edizioni)
Introduce Giuseppe Previti

Storie e racconti noir dei migliori autori toscani guidati da Marco Vichi.

Gli autori:
Vito Bollettino “Jack Burton”
Lucia Bruni “la porpora e il sipario”
Sergio Calamandrei “Dico la verità”
Riccardo Cardellicchio “Febbraio 1929”
Susanna Daniele “centrovasca”
Alberto Eva “Sciupata”
Stefano Fiori “Scomparso”
Rossana Giorgi Consorti “l’ombra nera”
Oscar Montani “niccolò de’ Bardi e il pugno di mosche”
Daniele Nepi “il delitto del conte”
Maurizio Pagnini “Fino alla fine dei giorni”
Riccardo Parigi e Massimo Sozzi “la strega”
Simone Togneri “la ragazza del casone”
Enrico Tozzi “Veronica cybo”
Franco Valleri (pseudonimo) “Due mani mozze”
Marco Vichi “Sono tornato”
Laura Vignali “morte accidentale di un tessitore benestante”

 

Dalla prefazione di Giuseppe Previti: «Questa raccolta spazia tra città e piccoli luoghi di provincia, non conosce limiti di tempo, ha la particolarità di partire da casi irrisolti per reinterpretarli in forma romanzata, senza la pretesa di risolvere alcunché… Gialli storici risalenti al Medioevo o ai tempi dei Granduchi o al XVII secolo o anche agli anni dell’era fascista sono abbastanza numerosi. Così OSCAR MONTANI con Niccolò de’ Bardi e il pugno di mosche (ambientato nel Valdarno del XV secolo), SIMONE TOGNERI con La ragazza del Casone, LUCIA BRUNI con La porpora e il sipario (storie legate ai tempi del Granduca), ENRICO TOZZI con Veronica Cybo (ispirato a un fatto del Seicento con proiezioni ai giorni nostri). E poi RICCARDO PARIGI e MASSIMO SOZZI con La Strega e RICCARDO CARDELLICCHIO con Un febbraio pieno di neve, due vicende che trovano origine nell’era fascista. E anche Sciupata di ALBERTO EVA si ispira a un fatto occorso ai tempi della Repubblica di Salò, anche qui con implicazioni ai nostri giorni, Eva si inventa i collegamenti, tutto di sua invenzione, ma lo fa con una logica che rende tutto possibile. Ancora una lunga serie di racconti ispirati a fatti più o meno accaduti, mai risolti. Il più vicino alla realtà è DANIELE NEPI con Il delitto del conte (apertamente connesso al caso De Robilant), e ancora Controvasca di SUSANNA DANIELE, Fino alla fine dei giorni di MAURIZIO PAGNINI, Scomparso di STEFANO FIORI, Dico la verità di SERGIO CALAMANDREI, Jack Burton di VITO BOLLETTINO, Morte accidentale di un tessitore di LAURA VIGNALI, L’ombra nera di ROSSANA GIORGI CONSORTI, Due mani mozze di FRANCO VALLERI. In conclusione una Toscana ricca di misteri, con tanti casi ancora da risolvere, che i nostri autori si sono divertiti a reinterpretare, in modo più o meno fedele al reale fatto criminoso, ma comunque tutti da elogiare per impegno, lavoro di ricerca e sfoggio… di fantasia.»

 

Anche il mio racconto “Dico la verità”, come gli altri, parte da caso reale irrisolto per suggerirne una possibile soluzione. Io mi sono ispirato alla tragica fine di un commercialista. Questo è l’incipit del racconto:

 

“Dico la verità, io allora ero un ragazzino, avevo dodici anni, e credevo che i grandi non si inventassero le cose, pensavo che quello che raccontavano di sé e della propria vita fosse sempre vero.

Adesso che sono adulto, ora che è passato tanto tempo, mi rendo conto che anche i grandi talvolta vivono in mondi tutti loro, dove quello che è reale e il frutto dell’immaginazione si mescolano indissolubilmente e ingarbugliano e falsano i ricordi. Allora questo non lo avevo ancora capito e quindi avevo creduto a tutto quello che Antonio mi aveva raccontato di sé.  Già quando mi interrogarono i carabinieri iniziai ad avere qualche dubbio, ma solo anni dopo, rileggendo i giornali dove veniva ricostruita la vita di Antonio, e la sua morte atroce, ho capito che forse non era tutto vero quello che lui mi aveva raccontato, che alcune delle paure che lui aveva magari non erano fondate, e che tanti pericoli forse se li era solo immaginati. Ma il pubblico ministero non è riuscito a venire a capo di nulla, il caso di Antonio è stato da tempo archiviato e io non saprò mai come stessero esattamente le cose.

 

– Mi vogliono uccidere – aveva risposto la prima sera che l’avevo incontrato.”

 

 

 

 

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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