LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più – 2. Le funzioni dell’editore – il miglioramento delle opere mediante l’editing

LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più

 Breve guida

·        per aiutare gli scrittori a valutare con chi pubblicare

·        per assistere agli editori nell’individuazione di strategie per la sopravvivenza

 

 (qui la parte prima: Chi sopravvive sul mercato – Scomporre l’attività dell’editore in funzioni)

 Parte seconda

 

Le funzioni dell’editore

Le principali funzioni che svolge un editore sono le seguenti:

1)      la selezione delle opere;

2)      il miglioramento delle opere mediante l’editing;

3)      la produzione dell’oggetto libro mediante una serie di operazioni tecniche che vanno dalla impaginazione e correzione delle bozze, alla realizzazione della copertina, alla stampa. Lo stesso processo è presente anche nel caso degli ebook;

4)      l’acquisizione del codice ISBN al fine di trasformare libro stampato in un libro commercializzabile nelle librerie;

5)      l’assolvimento degli obblighi fiscali con applicazione dell’IVA al 4% e del regime fiscale agevolato dell’editoria con l’Iva assolta alla fonte,  in modo da consentire la commercializzazione del libro nelle librerie e comunque l’assolvimento almeno degli obblighi IVA relativi alla circolazione del libro stesso;

6)      la distribuzione del libro: il libro deve essere introdotto il sistema distributivo in modo che possa essere reperito dai lettori. Questa funzione comprende anche la gestione dei rapporti economici con i distributori e le librerie e l’accreditamento all’autore dei diritti d’autore;

7)      la promozione del libro.

Tra le funzioni dell’editore non ritengo vada inserita l’assunzione del rischio d’impresa legato alla pubblicazione del singolo libro. In rete, nelle vibranti polemiche nei confronti dell’Editoria A Pagamento (EAP), un argomento spesso richiamato è il fatto che gli EAP si sottraggano a una funzione che dovrebbe essere tipica degli editori, ovvero l’assunzione del rischio d’impresa. Il fatto che il rischio della pubblicazione di un libro sia ridotto o annullato, visto che i costi di produzione (e spesso anche l’utile dell’editore) sono del tutto o in parte pagati sotto varie forme dall’autore, dovrebbe far perdere all’EAP la qualifica di editore.

Occorre premettere che spesso è difficile capire se un editore appartenga o meno alla categoria degli EAP, dato che molti editori chiedono contributi solo su alcuni dei loro libri e non su tutti, che la misura del contributo ha la sua importanza, che taluni grandi editori traggono utilità indirette dalla pubblicazione di certi libri e in quei casi si comportano quindi come gli EAP.  A mio avviso, il giudizio negativo espresso da molti nei confronti degli EAP ha più un carattere ideologico e legato a una visione romantica della figura dell’editore piuttosto che una ragione scientifica dal punto di vista economico. Quando un autore si confronta con un editore, lo studio delle funzioni effettivamente svolte da quel singolo soggetto nell’ambito della pubblicazione di quel singolo libro pare più interessante rispetto all’attribuzione di etichette che spesso non sono in grado di cogliere le sfumature esistenti nella realtà.

Ciò premesso, l’assunzione del rischio di impresa nella pubblicazione di un libro non pare una funzione essenziale dell’editore. Qualsiasi imprenditore tende alla massima riduzione del rischio d’impresa e tutti aspirano a produrre sul venduto, ovvero a produrre solo dopo aver ricevuto l’ordine dal cliente. Anche nell’ambito dell’editoria a pagamento la funzione di assunzione del rischio è comunque assolta da qualcuno, dato che il libro viene prodotto. Paradossalmente si potrebbe dire che l’editore a pagamento è molto abile ed efficiente, dal punto di vista economico, nel trasferire sullo scrittore, del tutto o in parte, il rischio d’impresa.

Passiamo a esaminare brevemente le varie funzioni sopra elencate, vedendo come queste vengano svolte dalle varie categorie di editori. Tratteremo per ultima la selezione delle opere che è la funzione che caratterizza nell’immaginario collettivo la figura romantica dell’editore. Tra le funzioni dell’editore essa è quella più importante, quella più difficoltosa e quella che probabilmente è stata svolta peggio in passato, con la conseguenza che oggi è a rischio la sopravvivenza stessa dell’editoria.

 Il miglioramento delle opere mediante l’editing

 Il testo che l’autore invia all’editore è la materia prima che sta alla base della produzione del libro. Se l’editore ha scelto di pubblicare quell’opera, tale testo dovrebbe o avere già un livello di qualità accettabile per la pubblicazione o, almeno, dovrebbe far presumere di poter raggiungere quel livello tramite una limitata, o talvolta radicale, rielaborazione. In ogni caso, benché sentirlo dire non piaccia agli scrittori, ogni testo può essere migliorato.

Taluni editori non si occupano affatto dell’editing, evidentemente perché non interessati particolarmente alla qualità delle opere che pubblicano, altri intervengono direttamente o tramite editor. L’intervento può limitarsi a fornire alcune indicazioni più o meno dettagliate all’autore, che provvederà di conseguenza a modificare il testo, oppure può giungere fino alla riscrittura totale o parziale dell’opera.

Naturalmente il fatto che l’editing porti a un effettivo miglioramento del libro è legato alla qualità dell’editor. Volendo essere più esatti: il grado del miglioramento dipende dal rapporto esistente tra il livello di qualità dell’autore e il livello di qualità dell’editor; a esempio, basta un medio editor per migliorare decisamente il lavoro di un pessimo scrittore.

Occorre poi accordarsi su cosa si intenda per miglioramento del testo. In linea teorica, l’interesse dell’editore non è quello di migliorare la qualità letteraria intrinseca del testo, ma la sua commerciabilità. Può darsi quindi che all’autore venga richiesto di rendere la propria opera più “facile” da leggere eliminando, soprattutto nella letteratura di genere, la tendenza alla complessità e eventuali originalità di stile. Sul punto è estremamente difficile generalizzare e fornire giudizi perché si entra in un campo davvero soggettivo dove ognuno ha le sue preferenze e la sua definizione di cosa sia un “buon libro”. Di fatto, talvolta accade che degli autori si sentano sentiti colpiti da quella che avvertono come una eccessiva ingerenza dell’editore sul testo. In linea di massima, però, le indicazioni di un operatore professionale sono sempre un’occasione di utile riflessione per lo scrittore.

 L’autore che si avvicina a un editore dovrà quindi valutare se la funzione di editing viene svolta o meno e dovrà valutare la qualità con cui questa funzione viene svolta. Purtroppo questa seconda valutazione di solito può essere fatta solo dopo che il contratto di edizione è stato firmato.

 Gli editori grandi e medi svolgono nella quasi generalità dei casi la funzione di editing delegandola, a loro spese, a editor interni o esterni. I piccoli editori possono svolgere questa funzione in modo più o meno strutturato e approfondito. Talvolta per l’editing viene richiesto un compenso all’autore, sconfinando così nell’Editoria a Pagamento. Gli agenti letterari hanno approcci di vario tipo con la funzione di editing e talvolta offrono questo servizio a pagamento. Il self-publishing, per definizione, non fa editing e spesso vende questo servizio agli scrittori. Ci sono infine editor indipendenti che vendono direttamente sul mercato la loro opera. Un’alternativa all’editing professionale può essere il sottoporre la propria opera ad alcune comunità on line di scrittori dove ognuno legge i testi degli altri fornendo più o meno approfondite indicazioni.

In conclusione, l’autore che non pubblichi con grandi o medi editori si trova spesso a dover fare la non semplice valutazione se per il suo testo sia davvero indispensabile un editing e se valga la pena di pagare qualcuno per questo. Di solito lo scrittore risponde tranquillamente no a tale domanda e procede senza troppi dubbi verso la pubblicazione del suo libro. In effetti, dal punto di vista puramente economico, l’editing non è indispensabile nella produzione del libro. Per l’editore effettuare un buon editing serve a elevare la qualità del suo prodotto e quindi gli è utile svolgere questa funzione gratuitamente solo se la sua politica commerciale e di sopravvivenza punta sulla qualità del prodotto.

 Segue… (2 di  più post)

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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