Il libro e il Fisco – LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più – 5

LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più

 Breve guida

·        per aiutare gli scrittori a valutare con chi pubblicare

·        per assistere agli editori nell’individuazione di strategie per la sopravvivenza

(qui la parte prima: Chi sopravvive sul mercato – Scomporre l’attività dell’editore in funzioni)

(qui la parte seconda: Le funzioni dell’editore – il miglioramento delle opere mediante l’editing)

(qui la parte terza: La produzione dell’oggetto libro)

(qui la parte quarta: L’attribuzione del codice ISBN)

 

Parte quinta

L’assolvimento degli obblighi fiscali connessi ai libri

 

Se uno scrittore stampasse in proprio il suo libro e lo vendesse direttamente, non appena la dimensione delle sue vendite divenisse un minimo consistente, dovrebbe prendere la partita Iva, assoggettare le cessioni dei volumi a Iva e dichiarare il reddito derivante dalla differenza positiva (se esistente) tra i costi da lui sostenuti e i ricavi realizzati. In un contesto fiscale complesso come quello italiano, non è escluso che qualche rappresentante dell’Amministrazione finanziaria possa pretendere che un intraprendente autore che si autopubblichi debba dotarsi di partita Iva anche a fronte di volumi di vendite infimi.

Oltre a questo rischio, il coraggioso scrittore avrebbe la certezza che i suoi volumi non potrebbero essere venduti in nessuna libreria perché l’ingresso nel negozio di prodotti non assoggettati a Iva alla fonte creerebbe al libraio complicazioni fiscali davvero notevoli.

Di fatto, quindi, occorre che l’autore si affidi a un soggetto che svolga dal punto di vista fiscale la funzione di editore. Ciò è particolarmente importante perché le vendite di libri sono caratterizzate da un regime Iva semplificato per cui l’Iva la versa all’origine l’editore (sulla base del prezzo di copertina e altri parametri). Dopodiché ogni successiva vendita del libro può essere effettuata senza che siano effettuati altri adempimenti ai fini dell’Iva (gli scontrini che vengono emessi dalle librerie non hanno rilevanza ai fini Iva).

Gli editori di qualsiasi dimensione, compresi quelli a pagamento, solitamente provvedono ad assolvere l’Iva alla fonte sul prezzo di copertina del libro. Non tutti gli operatori di self-publishing, invece, si preoccupano di questo aspetto, limitandosi spesso a fornire le copie stampate all’autore, come fossero una tipografia. Lo scrittore a fronte dei libri acquistati riceverà una fattura con Iva (peraltro al 21% e non agevolata al 4%) ma in teoria la successiva rivendita a terzi dei volumi, ove l’attività di rivendita dovesse essere considerata una attività esercitata “per professione abituale, ancorché non esclusiva”, dovrebbe di nuovo essere assoggettata a Iva. Di fatto, se l’Iva non è stata assolta alla fonte, le vendite effettuate direttamente dall’autore vengono effettuate con modalità che potrebbero in certi casi dar luogo a contestazioni fiscali.

Segue… (5° di più post)

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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