L’editoria e gli scrittori del futuro – LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più – 9 di 9

LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più

 Breve guida

·        per aiutare gli scrittori a valutare con chi pubblicare

·        per assistere agli editori nell’individuazione di strategie per la sopravvivenza

Col presente post si conclude la pubblicazione delle mie riflessioni sulle funzioni dell’editore e sul futuro dell’editoria e degli scrittori. In questa pagina del mio sito potete trovare il testo completo;

il testo è stato pubblicato a puntate sul mio blog così suddiviso:

(qui la parte prima: Chi sopravvive sul mercato – Scomporre l’attività dell’editore in funzioni)

(qui la parte seconda: Le funzioni dell’editore – il miglioramento delle opere mediante l’editing)

(qui la parte terza: La produzione dell’oggetto libro)

(qui la parte quarta: L’attribuzione del codice ISBN)

(qui la parte quinta: L’assolvimento degli obblighi fiscali connessi ai libri)

(qui la parte sesta: La distribuzione dei libri)

(qui la parte settima: La promozione dei libri)

(qui la parte ottava: La selezione delle opere)

 

Parte nona (e ultima)

 Conclusioni sull’editoria e sugli scrittori del futuro

La crisi del mondo del libro è sia economica che ideologica. L’editore vende poco e si trova scavalcato e accerchiato da tanti nuovi operatori. Inoltre non è più il soggetto che ha il pallino in mano e che detta le regole. Con l’affievolirsi della sua funzione, un tempo esclusiva, di selezionatore delle opere è costretto ad interrogarsi su quale sia diventato il suo ruolo sul mercato.

La crisi colpisce anche gli scrittori. Quelli professionisti vedono ridotte le loro possibilità di pubblicazione con gli editori tradizionali che stanno tagliando drasticamente il numero delle nuove uscite. Gli scrittori professionisti devono quindi valutare se le nuove forme di autopubblicazione e l’ebook possano essere una concreta opportunità che, in qualche caso, potrebbe permettere loro addirittura di migliorare la propria posizione.

Gli aspiranti scrittori e quelli che scrivono come attività secondaria, oltre ad avere sempre meno possibilità di pubblicare in modo tradizionale, si trovano anche ad affrontare un problema di definizione del concetto di scrittore stesso. Prima uno era uno “scrittore” se pubblicava con un editore, anche se era aperta tutta la problematica connessa agli editori a pagamento. Adesso se uno pubblica col self-publishing è da considerarsi uno scrittore? Alcuni risponderanno di no, ma se il volume autopubblicato riesce a vendere un certo numero di copie cartacee o elettroniche on line e trova i suoi lettori, magari più di quelli che avrebbe avuto se pubblicato con un piccolo editore, perché il suo autore non dovrebbe essere considerato uno scrittore? E, in tal caso, c’è un numero di copie sopra il quale si è scrittori e sotto il quale non lo si è? Chi stabilisce questo numero? E se un autore diffonde gratuitamente l’ebook con la sua opera venendo letto e venendo trovato piacevole da migliaia di persone, è giusto non considerarlo uno scrittore?

Un autore è quindi uno scrittore se viene pagato per venire pubblicato? Se viene pubblicato da un editore tradizionale? Se vende? Se viene letto, anche gratuitamente?

Se la risposta alla domanda è solo la prima, allora il numero di coloro che possono essere definiti scrittori è molto minore di quello che potrebbe apparire (inoltre si potrebbe aprire anche lì un problema di quantità: se vengo pagato 1.000 euro per un romanzo su cui ho lavorato per un anno, posso davvero dire che le centinaia di ore investite su quel lavoro siano state effettivamente remunerate?).

 Tuttavia sapere se un autore è o non è anche uno “scrittore”, in realtà è solo una questione di definizione e ogni persona che scrive si darà la sua risposta. Allo stesso modo, se un autore vuole pubblicare è bene che scelga tra editoria tradizionale, self-publishing, libri cartacei o ebook, a seconda di quelle che sono le sue aspirazioni e dopo essersi chiarito bene cosa si aspetta da questa pubblicazione (vuole solo essere letto e comunicare al mondo le sue idee, vuole il suo nome su una copertina, vuole guadagnare, vuole andare in televisione?). Una volta chiarito quello che è l’obiettivo, la scelta dell’editore o dell’operatore di self-publishing dovrà essere coerente con esso. Occorrerà verificare in concreto quali delle funzioni sopra esaminate vengano effettivamente svolte da quel singolo editore o self-publisher. Questa analisi preventiva, se accurata, ridurrà il rischio che i risultati che si otterranno in termini di qualità del libro, promozione e commercializzazione, differiscano in maniera rilevante rispetto alle aspettative dell’autore. E dato che l’infelicità non è determinata da quel che si ha ma dalla discrepanza tra quel che si desidera e quel che si ha, è bene che lo scrittore che vuole essere felice abbia ben chiaro a chi si sta legando ogni volta che firma un contratto di pubblicazione.

La felicità dell’editore è invece più difficile da raggiungere. In effetti, il Self-publishing può essere un vero e proprio colpo di grazia per il settore dell’editoria tradizionale che già era in crisi di suo. Da diverso tempo gli editori erano messi in sofferenza dal grosso potere dei distributori, adesso rischiano di rimanere esclusi totalmente da una parte importante del futuro mercato del libro. Come possono reagire a questa situazione? L’analisi delle funzioni dell’editore fatta in precedenza ci fornisce alcune indicazioni. Delle sette funzioni, il self-publishing più completo, per definizione, non svolge certamente la prima, la selezione delle opere, e per ora non è particolarmente attivo nell’ultima, la promozione. La maggior parte degli operatori del self-publishing è inoltre per il momento debole nell’accesso alla distribuzione. Una strada per gli editori potrebbe quindi essere quella di puntare su queste funzioni. In particolare, poi, per i piccoli editori che hanno anch’essi difficoltà sulla promozione e sulla distribuzione (aspetti sui quali dovranno comunque combattere il più possibile) potrebbe essere importante focalizzarsi sulla selezione della loro produzione, magari specializzandosi su certe tematiche, cercando di crearsi una nicchia di pubblico che veda nel marchio di quell’editore un riferimento e una garanzia di qualità.

In generale, è sulla capacità di riappropriarsi della funzione di selezione delle opere e sullo svolgerla in maniera molto più efficace che in passato che si gioca la sopravvivenza dell’editoria tradizionale. Una volta che, tra diversi anni e con l’inerzia dovuta alla mancata dimestichezza con l’informatica di parte della popolazione, il Self-publishing avrà tolto ogni ragione di esistere agli editori a pagamento, spazzandoli via, gli altri editori non avranno più scuse. O saranno riusciti a far diventare “pubblicato da un editore” sinonimo di qualità o si estingueranno. Non sarà un risultato facile da ottenere perché a vanificare gli sforzi di tanti potrebbe bastare la scelta di alcuni grandi editori di continuare a  inseguire il pubblico abbassando il livello dei loro cataloghi. Alcuni editori dovranno quindi tentare di distinguersi dagli altri, divenendo garanti autorevoli della qualità delle proprie pubblicazioni. Arrivare tra qualche anno a ottenere quel risultato non sarà facile per grandi editori, che già adesso hanno nomi prestigiosi, e sarà ancora più difficile per editori medi e piccoli, che rischiano di non avere spalle abbastanza larghe per sopportare un così lungo e difficoltoso cammino. Ma i tempi di grande crisi possono essere anche tempi di grandi opportunità e la mia speranza è che diversi piccoli editori, sfruttando da un lato le sacche di inerzia che sempre ha il mercato e dall’altro le nuove possibilità concesse dall’evoluzione tecnologica per la pubblicazione, la distribuzione e l’attivazione di canali di contatto col pubblico, possano non solo sopravvivere, ma addirittura prosperare e contribuire a migliorare la qualità dell’offerta dei libri.

9° di 9 post –  In questa pagina del mio sito potete trovare il testo completo

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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