#masterpiece riproduce fedelmente la realtà editoriale come vista da chi ne sta ai vertici

Ancora prima di vedere la puntata di esordio del talent letterario Masterpiece, Giampaolo Simi aveva scritto il bel post Masterpiece? Nasce superato. Dalla realtà. sul significato di questa trasmissione. Dopo aver seguito la prima puntata del talent devo dire che l’ho trovato interessante, non come spettacolo ma come documentario che fornisce un’immagine chiara e precisa di un settore su cui  mi capita spesso di fare qualche riflessione.

Masterpiece rappresenta, senza ipocrisie, il mondo dell’editoria italiana come lo vede e lo vive un grande editore (su quel che accade all’estero non ho idee altrettanto precise).

Il contenuto, il libro, conta ben poco, importa il personaggio scrittore, tanto poi gli editor sistemano tutto.

L’esordiente da lanciare ogni anno viene scelto in base alle caratteristiche che si suppone siano richieste dal mercato in quel momento. Queste caratteristiche vengono individuate mediante ricerche di mercato. Un talent, mediante l’analisi dei commenti degli spettatori o i voti espressi, può essere uno strumento ben più efficace delle ricerche del marketing per capire chi può piacere alla gente.

La funzione di selezione delle opere, forse la più importante tra quelle di un editore, è stata quella che i grandi editori hanno svolto in modo peggiore nel nostro corso degli anni distruggendo così dall’alto il prestigio dell’editore che veniva intanto minato dal basso dall’editoria a pagamento (Vedi l’ebook gratuito Le funzioni dell’editore: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più ). Masterpiece, che vorrebbe dare direttamente voce al pubblico nella scelta di cosa pubblicare, forse è un disperato tentativo di ridare un minimo di efficacia alla funzione di selezione, paradossalmente abdicando a essa e mettendo il cappello sulle scelte della gente. Magari il concetto è anche giusto, ma dovrebbero farci selezionare i contenuti (qualche operatore si sta già attivando sulla rete in questo senso) e non i personaggi-scrittori , e forse (ma su questo si può discutere) li dovrebbero far selezionare ai lettori e non ai telespettatori.

C’è chi ha scritto che Masterpiece non è letteratura; forse è il mondo editoriale italiano di vertice che non è letteratura.

 

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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