I pericoli delle presentazioni dei libri – 2 – I presentatori

sleepingIl 16 ottobre saranno presentati due miei libri alla IBS di Firenze. Le presentazioni di libri nascondono molte insidie. In un precedente post sono state illustrate le presentazioni che avvenivano nell’antica Roma. Nel mio SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ ho descritto una presentazione dei giorni nostri (anzi, del 1996). Riporto quel capitolo a titolo di esorcismo, sperando che il 16 le cose non vadano proprio così.

Già pubblicata la parte prima

PARTE SECONDA: I PRESENTATORI

 – Commenteranno quest’opera il grande Raffaele Blasi, che non ha certo bisogno di presentazioni, e la professoressa Dalia Perotti.
Sin dal primo momento avevo individuato nell’insegnante una possibile fonte di noia mortale, ma presto mi accorsi di aver sottovalutato il pericolo rappresentato dal Blasi.
Il critico prima fece un confuso discorso per cercare di inquadrare il romanzo nell’ambito di certi filoni della letteratura moderna. Riuscii solo a capire che si trattava di un romanzo di formazione, inserito, però, in un contesto matrimoniale, e che Fappani doveva aver copiato di brutto temi e linguaggio da due o tre scrittori, che peraltro io odiavo.
Quindi Blasi domandò al romanziere come mai avesse iniziato a scrivere solo in età avanzata.
– Prima avevo altro da fare – rispose Fappani, e tutti trovammo tale motivazione assolutamente esauriente.
Gelato da questa risposta, Blasi tornò a magnificare il romanzo.
– Rompere le palle è un’arte è un’opera che mi ha sconvolto nel profondo. L’autore ci regala sorprese e colpi di scena come solo i grandi sanno fare. Ad esempio: chi poteva immaginare che un personaggio in apparenza così solare e positivo come Irnerio potesse nascondere… – Fappani spalancò la bocca e gli occhi, si volse verso Blasi e gli lanciò uno sguardo disperato. L’altro non fece una piega e continuò: – … un segreto così angoscioso; una ferita derivante dal passato che rovescia completamente l’ottica con cui vanno valutate tutte le azioni che egli ha posto in essere con apparente generosa bontà nei precedenti capitoli. – Blasi si guardò intorno soddisfatto e, alla fine, notò la faccia sconsolata dell’autore. Aggiunse: – Ma forse, come mio solito, ho detto troppo.
No, hai detto tutto, pensai.
– E che dire del sorprendente doppio finale? – riprese il presentatore.
– Forse anche niente – lo interruppe, pronto, Torrini. – Non vorremmo togliere a coloro che acquisteranno oggi il libro – e mi guardò – il piacere di scoprire come si conclude la vicenda.
– Già, una chiusura davvero insolita… – insistette Blasi, ma venne subito interrotto dalla co-presentatrice e dall’autore che si protesero entrambi per sottrargli il microfono. Alla fine, fu la donna a impadronirsi dell’apparecchio.
– Buonasera – iniziò. – Sono davvero lieta di essere qui. Dovete sapere che, quando il caro Saverio mi ha contattato per condurre questo incontro, ancora non avevo avuto il piacere di conoscere Oscar Fappani…
Detti un’occhiata al caro Saverio e mi chiesi fino a che punto si fosse sacrificato per ottenere la disponibilità di quella donnina che certo dimostrava il doppio degli anni che aveva.
La professoressa si dilungò per almeno cinque minuti a descriverci nei minimi dettagli le modalità con cui era giunta a contatto con Fappani e il modo attento nel quale aveva letto il libro. Sentii mancarmi l’aria e feci un paio di respiri profondi con le fauci spalancate. La Perotti continuò implacabile a illustrarci per altri tre minuti buoni come avesse, a suo tempo, conosciuto l’editore. Estasiata di sé, la professoressa ci parlò poi del suo rapporto con la letteratura e di quanto fosse complesso insegnare agli studenti ad apprezzare la lettura.
Quando ormai non ci sperava più nessuno, la presentatrice iniziò a dire due parole su Rompere le palle è un’arte, titolo della cui verità, dopo aver ascoltato il suo intervento, nessuno avrebbe potuto dubitare.
– Questo libro mi ha affascinata perché si svolge su più piani di lettura. È anche una specie di gioco metaletterario che coinvolge il lettore. Nel romanzo riecheggiano idee e, talvolta, esplicite citazioni di illustri scrittori o pensatori, ai quali l’autore rende tributo. Tra questi, vorrei analizzare in particolare la chiara influenza che è stata esercitata su quest’opera da parte di Schopenhauer.
– Di chi? – fece l’autore.
– Sì, del grande filosofo tedesco. Alcune delle sue idee riaffiorano qua e là, dimostrando il gigantesco amore e la devota ammirazione che l’autore ha certo nei confronti di questo grand’uomo. Ci dica, Fappani, qual è il rapporto tra lei e Schopenhauer?
Lo scrittore deglutì e si voltò intorno in cerca di aiuto.
Il critico Blasi fece finta di nulla e si adagiò comodo sulla spalliera della sedia. Torrini rimase con lo sguardo fisso sul pubblico, ovvero su di me.
– Allora… – cominciò lento l’autore, maledicendo tra sé la Perotti e tutti i presenti. – Schopenhauer… Certo, ogni scrittore attinge in modo conscio o inconscio dai maestri che l’hanno preceduto. Come diceva un noto filosofo di cui in questo momento mi sfugge il nome, noi siamo nani che per vedere lontano si arrampicano sulle spalle dei giganti. Io mi sono ispirato agli autori che più mi hanno colpito e sui quali mi sono formato: Susanna Tamaro, Wilbur Smith, Beppe Severgnini…
– No, ma io volevo proprio sapere di lei e Schopenhauer, perché certi richiami alle idee di questo grande mi hanno davvero colpito.
– Ad esempio? – chiese speranzoso Fappani, intravedendo la possibilità che quella stronza gli fornisse finalmente un elemento da cui partire per dire qualcosa.
– Ad esempio: il rapporto tra il fenomeno e il noumeno. Il protagonista del suo romanzo, con la sua ansia e impellenza di conoscere il noumeno è una vera è propria esemplificazione del concetto di animale metafisico illustrato da Schopenhauer.
– Direi proprio di sì – commentò Blasi, togliendo di bocca in questo modo a Fappani l’unica risposta che era venuta in mente al povero autore.
Seguirono alcuni penosi momenti di silenzio, poi lo scrittore fece: – In fondo siamo tutti animali… Ma, io sono fermamente convinto che chi scrive debba avere uno stretto rapporto di scambio col lettore; vorrei allora sentire la voce del pubblico; qualcuno ha delle domande da fare?

Continua…

 

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

One Response to I pericoli delle presentazioni dei libri – 2 – I presentatori

  1. L’ha ribloggato su La Lettera Rubatae ha commentato:

    I pericoli e le insidie delle presentazioni letterarie – 2 – I presentatori

    (io sono stato svariate volte presentatore)

    Mi piace

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