I pericoli delle presentazioni dei libri – 3 – L’esperto

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Il 16 ottobre saranno presentati due miei libri alla IBS di Firenze. Le presentazioni di libri nascondono molte insidie. In un precedente post sono state illustrate le presentazioni che avvenivano nell’antica Roma. Nel mio SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ ho descritto una presentazione dei giorni nostri (anzi, del 1996). Riporto quel capitolo a titolo di esorcismo, sperando che il 16 le cose non vadano proprio così.

Già pubblicate la parte prima e la parte seconda.

PARTE TERZA: L’ESPERTO

Seguirono alcuni penosi momenti di silenzio, poi lo scrittore fece: – In fondo siamo tutti animali… Ma, io sono fermamente convinto che chi scrive debba avere uno stretto rapporto di scambio col lettore; vorrei allora sentire la voce del pubblico; qualcuno ha delle domande da fare?
Abbassai lo sguardo come quando c’era da essere interrogati a scuola. Per fortuna si alzò un uomo di mezza età che, non so quando, si era seduto in una delle sedie dell’ultima fila.
– Buon pomeriggio, io non ho letto il libro, ma ne ho sfogliate alcune pagine nel corso della brillante esposizione della professoressa Perotti. Bene, volevo chiedere una cosa… È stato detto che la vicenda si svolge nel 1980, vero? – Fappani confermò con un cenno del capo. Lo spettatore fece un sorriso cattivo, da squalo che punta la preda, e riprese a parlare. – Bene: a un certo punto ho visto che c’è una scena in cui una ragazza, per sfuggire alle insistenze del suo ex fidanzato, entra nella sua Fiat Ritmo e fa scattare la chiusura centralizzata… Bene: le prime Ritmo ad avere le chiusure centralizzate e gli alzacristalli elettrici, furono le Super 75 e le Super 85 che nel 1981 sostituirono le versioni Targa Oro e 75. Quindi: una Ritmo del 1980 non poteva avere la chiusura centralizzata. Mi pare un’incongruenza non da poco. Il libro andrebbe ritirato e corretto.
Fappani, in quel preciso momento, si rese conto di aver sbagliato del tutto a pensare che la parte più difficile dell’attività di scrittore fosse lo scrivere. Gemette e disse: – Io ho avuto una Ritmo con la chiusura centralizzata, anche se non mi ricordo bene in che anno l’ho presa. Cioè… Lì è una scena drammatica, la protagonista si doveva chiudere di corsa in macchina, altrimenti l’ex la riempiva di botte.
– Vabbè, però sulle Ritmo del 1980 la chiusura centralizzata non c’era!
– Ringraziamo il signore per la sua preziosa precisazione – disse Torrini. – Ne terremo conto nelle edizioni successive. Altre domande?
Mi guardai intorno. L’esperto delle Ritmo si agitava sulla poltroncina con una faccia tra l’imbronciato e lo schifato. In piedi, da un lato, era apparso il ragazzo palestrato col codino che già avevo incrociato a villa Puccetti e alla Torrini Editrice. Lo fissai per un istante, poi distolsi rapido lo sguardo. Che ci faceva qui quella specie di culturista che al massimo doveva aver letto in vita sua un fumetto giapponese con le donnine nude?
Intanto Fappani si era infine appropriato del microfono e stava iniziando a spiegare il significato di Rompere le palle è un’arte. Doveva essere anche interessante, ma non lo stetti ad ascoltare. Gettai un’altra occhiata al codino. Si era tolto il giaccone ed era rimasto con una t-shirt bianca attillatissima che metteva in risalto i pettorali. Era abbronzato di pura lampada e ascoltava l’autore con aria annoiata e un po’ sprezzante, piantato sulle gambe e con le braccia incrociate.
La presentazione andò avanti un altro quarto d’ora, raggiungendo l’audience massima quando il pubblico arrivò alle cinque persone. Alla fine, Torrini riprese la parola.

… (omissis: evitiamo di spoilerare eccessivamente)…

Rimasi imbambolato sulla sedia per un po’, mentre tutti si alzavano.
Mi riscossi solo quando Fappani e Blasi si fermarono vicino a me a commentare l’incontro.
– Almeno una ventina di persone mi avevano assicurato che sarebbero venute – si lamentò l’autore.
Il critico allargò le braccia. – È sempre così – cercò di consolarlo. – Dicono tutti che vengono e poi non c’è mai nessuno. Peccato, perché è stata una presentazione interessante, mi pare.
Fappani annuì.
Mi alzai e feci i complimenti allo scrittore.
– Se vuole una dedica… – azzardò lui, accennando alla pila di esemplari di Rompere le palle è un’arte che giaceva intatta sul tavolo della presentazione.
– La ringrazio, ma ho dimenticato a casa la copia che ho già comprato – risposi, mentendo senza pudore per non essere costretto ad acquistare il libro.
Mi sganciai subito dai due, girai alla larga dalla professoressa e andai in cerca di Torrini che era sparito. Dopo un po’ lo vidi in una saletta secondaria, che stava venendo cazziato dalla direttrice della libreria, una bella signora platinata, alta, massiccia e con una quarta abbondante.
– Questa è l’ultima presentazione che ti faccio fare qui! – stava scandendo la bionda, pur cercando di mantenere basso il tono di voce. – Tutte le volte mi porti quattro gatti! È uno squallore; mi intristisci i clienti!
– Dai, Rosaria, io faccio del mio meglio… Anche voi potreste pubblicizzare un po’ più questi incontri.
– Non mi venire a dire stronzate. Noi pubblicizziamo le tue presentazioni quanto quelle dei grandi editori. Ma tu mi porti ogni volta due o tre spettatori. Adesso basta!
– Dai, ti prego… Rosina.
Torrini stava sfoderando uno dei suoi migliori sorrisi per cercare di calmare la direttrice. Pensai che lei l’avrebbe impalato da lì a trenta secondi, ma ancora una volta dimostrai di non capire nulla delle donne. Lui prese una della mani della bionda tra le sue e lei, pur continuando a insultarlo, iniziò a sembrare meno convinta. Poi il bell’editore le si accostò e le sussurrò qualcosa che non riuscii a sentire, anche perché mi era venuto istintivo spostarmi dietro a uno scaffale, in modo da poter occhieggiare non visto. Torrini continuò a parlarle quasi nell’orecchio e ben presto la direttrice si rabbonì e iniziò a sorridere e a lasciarsi scappare una risatina. Infine disse qualcosa come: – Saverio, ti devi far perdonare – e si diresse verso una porta su cui c’era scritto “Ingresso riservato” trascinandosi dietro l’editore.
Dopo che la porticina si fu chiusa alle spalle dei due, uscii da dietro lo scaffale e la raggiunsi.
Mi guardai intorno. Nella saletta non c’era nessuno del personale, solo un paio di clienti distratti.
Contai fino a trenta, poi aprii la porta ed entrai.

Fine del capitolo.

Foto: un esperto (mio padre)

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

3 Responses to I pericoli delle presentazioni dei libri – 3 – L’esperto

  1. L’ha ribloggato su La Lettera Rubatae ha commentato:

    I pericoli delel presentazioni dei libri – 3 – L’esperto

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  2. Ehi, ma quello della foto, piegato in due, sono io!

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  3. Si vede che già ridevi presentendo questo post.

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