La Vigilia di Natale (da SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’)

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Parisi e la Vigilia

24 dicembre 1995 – domenica – cena

Era la prima volta, quella, e fino ad allora non era andata male.
Francesca era stata a mangiare a casa di Parisi in varie occasioni, ma questa era la prima festa comandata che lei passava insieme ai genitori di Renzo. L’apparecchiatura perfetta e curatissima, i pacchetti con i regali che la ragazza aveva portato e quello che la madre di Parisi le aveva dato in cambio, le luci intermittenti dell’albero di Natale, l’aperitivo prima della cena, i vestiti eleganti, tutto, insomma, contribuiva a dare una certa aria di ufficialità alla serata.
Renzo si sorprese a osservare con ammirazione Francesca che conversava cortese e rispettosa con i suoi genitori e sentì crescere in sé la soddisfazione. La madre e il padre gli stavano lasciando trasparire approvazione per la donna che lui aveva condotto in quella casa. Una volta aveva letto che, in fondo, tutto ciò che facciamo è finalizzato a far vedere ai nostri genitori quanto siamo bravi. E in quell’istante i suoi gli stavano dicendo che aveva scelto bene la compagna. Renzo si gustò il momentaneo appagamento del suo bisogno di consenso e lo celebrò sorseggiando lento un calice di buon vino rosso, di quello che il padre teneva in serbo per le grandi occasioni.
– Allora, Francesca, tu collabori anche col Movimento per la Vita? – stava chiedendo la madre di Parisi.
La ragazza sorrise.
– E cosa fate lì? – domandò il padre.
– Il primo Centro di aiuto alla vita è nato proprio qui a Firenze nel 1975. Aiutiamo le donne in difficoltà, soprattutto quelle incinte. Cerchiamo di evitare che decidano di abortire per mancanza di denaro o per paura dei problemi che dopo dovrebbero affrontare.
– Gli date dei soldi?
– Sì, tra le varie forme di assistenza c’è un progetto proprio per l’adozione temporanea a distanza di madri in difficoltà. Ne ospitiamo anche alcune, soprattutto le straniere. Circa la metà delle donne che vengono da noi non sono italiane… Mandiamo poi alle famiglie bisognose le carrozzine, i vestitini e le altre cose usate che ci vengono regalate.
– Mi pare una bella cosa – disse la signora Parisi.
– Sì – fece Francesca, sorridendo. – Ogni aborto che evitiamo è una gioia enorme.
– Ma che brava questa ragazza, Renzo! – esclamò la madre. Era una donna alta, dal quieto sorriso. Ora si era parecchio appesantita ma si vedeva che da giovane era stata bella, anche se certo non al livello della sorella minore Sonia.
– Pure Fra’ ha i suoi difetti – rispose Parisi. – Ora la vedete tutta dolce e buona, ma voi non sapete che pazienza ci vuole a sopportarla.
La mamma si volse seria verso il figlio ma Francesca rise e, dopo un istante, tutti sorrisero. Comunque, la madre volle commentare: – È proprio una figliola da sposare, questa. Tu non la meriti proprio, Renzo.
Francesca abbassò il capo e non disse nulla.
L’avvocato fece una smorfia. Poi chiese: – Potremmo mangiare il dolce? Tra poco dobbiamo andare alla messa di mezzanotte.
Il padre si alzò veloce e andò ad armeggiare in cucina. La moglie si alzò anche lei per cambiare i piatti e la ragazza volle a tutti i costi aiutarla. Renzo rimase solo seduto a tavola. Si massaggiò la fronte e bevve un altro bicchiere di vino.

Finito di mangiare un ottimo millefoglie, quando mancava solo un quarto d’ora all’inizio della messa, i due giovani si misero i cappotti, salutarono i genitori di Parisi ed entrarono nell’ascensore. Francesca aveva un bel sorriso e gli occhi luminosi. Renzo cercò di indovinarne il motivo: magari era felice per come era andata la serata o forse già pregustava l’incontro con quel Dio in cui credeva tanto.
Io non sono così fortunato, pensò l’uomo. Da bambino era stato molto religioso, ma dopo aveva iniziato a non capire bene il motivo per cui alcune cose non si potessero fare. Non comprendeva, ad esempio, perché masturbarsi fosse un peccato. Tutto sommato, farlo non creava danno a nessuno, eccettuato a sé stessi se fossero state vere certe improbabili dicerie sul diventare ciechi.
Nell’adolescenza aveva cominciato, quindi, ad avere dei dubbi su alcuni dettagli della religione cristiana. Poi, un sabato pomeriggio in cui aveva rinunciato ad andare a una festa per partecipare a un ritiro, mentre stavano pregando in gruppo, aveva scorto il sacerdote che durante il Padre Nostro aveva dato un’occhiata all’orologio, per vedere se era tardi. Questo gesto, così terreno, piazzato da un ministro di Dio nel bel mezzo di un momento altamente religioso lo aveva turbato nel profondo. Iniziò, allora, a convincersi che occorreva distinguere tra il nucleo profondo della religiosità e quelle che invece erano le sue sovrastrutture, formatesi per stratificazioni nei secoli in maniera talvolta opinabile per opera di uomini spesso fallibili. Arrivato ai vent’anni aveva perdonato quel povero sacerdote ed era giunto alla conclusione che un Dio c’era e che valeva la pena di comportarsi in modo giusto. Però cosa fosse giusto lo avrebbe deciso lui perché le diverse religioni erano solo degli strumenti convenzionali per ricordarsi che qualcosa sopra di noi esiste e una religione valeva l’altra. Dopo essere giunto a queste conclusioni, Renzo aveva continuato per anni a ripetere le sue preghiere prima di addormentarsi, ma le considerava ormai un mantra, un modo per ricordarsi ogni sera che non doveva assolutamente fare del male agli altri; questo era diventato l’unico vero peccato della sua personale religione. E continuava ad andare alla messa a Natale e a Pasqua, ogni volta curioso di vedere se avrebbe provato qualcosa.
Anche quella sera, quindi, non gli pesò recarsi alla messa. Anzi, voleva proprio sapere che effetto gli avrebbe fatto assistere alla funzione in compagnia della sua donna e se la religiosità di lei lo avrebbe coinvolto in qualche modo.
Dunque, quando andarono a piedi verso la chiesa, col passo veloce per difendersi dal gelo, Renzo mise una mano sulla spalla di Francesca e si sentì quasi contento.

Tratto da SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’

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Info Sergio Calamandrei
Scrivo: vedi www.calamandrei.it Ho pubblicato due romanzi, un saggio e vari racconti che nel complesso formano il Progetto SESSO MOTORE ( www.calamandrei.it/sessomotore.htm ). Oltre a ciò, vari altri racconti. scrivere@calamandrei.it

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