Nelle fauci del Mostro, sabato 5 al Centrolibro di Scandicci

Nelle fauci del Mostro è una antologia  ispirata alla vicenda del Mostro di Firenze, che, dopo tanti anni, continua a rimanere ben incisa, quasi un trauma indelebile, nell’immaginario collettivo dei fiorentini.

Mostro Firenze copertina media

Ho partecipato all’antologia col racconto Eros e morte, dove collego la paura del Mostro con quella di un altro mostro, ben più rilevante e globale, che apparve negli stessi anni: l’AIDS. Di fatto, nella seconda parte degli anni Ottanta, la sessualità, invece di essere solo gioia, si velò di un retrogusto tragico. A Firenze, fu ancora peggio, perchè c’era anche il Mostro, a sottolineare il legame tra Eros e Thanatos: le pulsioni di vita e di morte.

L’antologia è curata da Andrea Gamannossi e pubblicata da Istos Edizioni (novembre 2016). Maggiori informazioni sul libro, e sul mio racconto, sono disponibili sulla pagina del mio sito dedicata all’antologia.

La prima presentazione sarà sabato 5 novembre al Centrolibro di Scandicci. Io e altri autori saremo presenti e a disposizione per ogni domanda.

Nelle fauci del Mostro Scandicci

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Ancora sul self publishing: un esempio di successo

Un esempio di self publishing di successo:

Antonio Dikele Distefano: da Youcanprint a Mondadori con “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?”

Nella mia pagina  LE FUNZIONI DELL’EDITORE sono disponibili (da leggere direttamente on line o scaricando l’ebook gratuito) alcune mie riflessioni sulle funzioni dell’editore, per capire se e quanto ce n’è ancora bisogno.

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Come rendere potente la struttura profonda di un giallo o di un noir

Il titolo del mio intervento del 2 febbraio 2014 al Festival del Giallo di Pistoia è stato

I detective noir e la loro battaglia contro il sesso.

Alla scoperta del vero Antagonista dei nostri tormentati investigatori.

L’intervento si è basato sull’articolo La struttura profonda del giallo e del noir che ho pubblicato sul n. 4 del 2010 della rivista IF la rivista dell’Insolito e del Fantastico diretta da Carlo Bordoni e pubblicata dal Gruppo Editoriale Tabula Fati.

Nell’articolo ho esposto nel dettaglio le teorie sulla narrazione presentate nel libro Detective thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione di Luigi Forlai e Augusto Bruni, edito da Dino Audino Editore nel 2003.

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L’interessantissima analisi di Luigi Forlai e Augusto Bruni pone l’accento sulla “forma della narrazione” e sul contenuto della narrazione stessa. È un approccio che si rifà metodologicamente alla scuola del “formalismo analitico” di Propp e della sua scuola. Secondo i due autori, le “forme narrative” sono unità complesse originate dalla combinazione (potenzialmente possibile in un numero quasi infinito) di un numero sorprendentemente limitato di “fattori di base”. Il libro fornisce una serie di preziose indicazioni su come sfruttare al meglio questi “fattori di base” per rendere intense e coinvolgenti le storie di Detection.

Il testo completo dell’articolo lo potete leggere in questa pagina.

Scrivere a quattro mani

Scrivere a quattro mani è stata un’esperienza bellissima, ci hanno detto ieri sera Leonardo Gori e Diver Nelli alla presentazione de Il lungo inganno, condotta da Marco Vichi.

I due autori hanno evidenziato come internet permetta adesso questo tipo di collaborazioni, molto più difficilmente realizzabili in passato.

Leonardo e Divier si sono sentiti telefonicamente e telematicamente tutti i giorni, nei quattro mesi della stesura conclusiva del romanzo, e hanno ammesso di essere divenuti praticamente fidanzati.

Quando i due hanno raccontato che l’esperienza è stata molto bella perchè sentivano che qualcosa di grosso stava crescendo tra di loro, il goliardico pubblico ha iniziato a schiamazzare.

Una volta chiariti termini della questione (trattavasi di una immagine figurata) la presentazione è potuta proseguire.

Riguardo all’esperienza di scrivere a quattro mani, che mi è capitato talvolta di provare, io penso che occorra che tra gli scrittori si crei una grande sintonia, sia dal punto di vista dei concetti che si vogliono esprimere, sia per quel che concerne lo stile.

Le difficoltà, più che nello scrivere, sono nel cancellare.

Una buona revisione implica sempre l’eliminazione o la sostituzione di frasi e parole. Chi scrive da solo è giudice di sé stesso e, una volta individuati i problemi, non ha (o non dovrebbe avere) difficoltà a tagliare. 

Se però la frase poco convincente è stata scritta dall’altro paio di mani, la segnalazione e l’eliminazione del problema può divenire una questione da affrontare con diplomazia.

Se le visioni sullo stile dei due non sono simili e se chi ha scritto tende a difendere in ogni caso le proprie frasi, può darsi che, alla fine, per evitare problemi, ognuno abbozzi e si moderi e che la revisione rimanga più blanda e meno radicale di quel che dovrebbe essere.

E allora può accadere che avvenga come in Rimmel;

"E qualcosa rimane, tra le pagine chiare,

tra le pagine scure…"

Qualcosa che, magari, andava tagliato.     

   

New Italian Epic – NIE

New Italian Epic  è l’espressione utilizzata da Wu Ming I (uno dei componenti di Wu Ming, gruppo di autori anonimi che hanno pubblicato alcune opere collettive di grande successo e che hanno fatto parte anche del gruppo Luther Blisset) per definire un insieme di opere che presentano alcune caratteristiche comuni, scritte a partire dal 1993 da autori come Wu Ming, De Cataldo, Evangelisti, Lucarelli, Saviano, Camilleri, Carlotto, Genna e molti altri.

Queste caratteristiche comuni sono proprie non degli autori ma di talune delle loro opere (quindi, ad esempio, non rientra nel NIE il Montalbano di Camilleri mentre invece ci rientrano altre sue opere quali Il re di Girgenti e La presa di Macallè)  

Qui potete trovare il  testo della versione 2.0 di New Italian Epic.

Il memorandum, diffuso nell’aprile 2008 da Wu Ming I, ha provocato un ampio ed aspro dibattito nel mondo della scrittura italiano, anche per il poco riguardo manifestato dall’autore nei confronti dei critici letterari (qui potete trovare alcuni degli interventi pubblicati su Carmilla) .

Personalmente ho letto troppo pochi dei libri citati da Wu Ming I per poter esprimere un giudizio sulla validità delle sue affermazioni, ma ho comunque trovato di estremo interesse la lettura del memorandum e delle note aggiunte nelle seconda versione.

Consiglio dunque a tutti gli amanti della letteratura di leggerlo (e di dare anche un’occhiata al sito della Wu Ming Fondation e a Carmilla On line che ho linkato in questo post).

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