INDIETRO NON SI PUO’ e il Progetto SESSO MOTORE in onda sabato su TVL

giallopistoia  logoTVL

Questo fine settimana la puntata di Giallo Pistoia sarà dedicata alla presentazione del mio romanzo Indietro non si può e del Progetto SESSO MOTORE (quattro opere di Sergio Calamandrei). Oltre a quello si parlerà delle problematiche dell’editoria, delle nuove possibilità offerte dal selfpublishing e di come il selfpublishing si differenzi notevolmente dalla Editoria A Pagamento (detto per inciso, un piccolo editore EAP è uno dei personaggio del mio giallo).

TVL trasmette sul canale 11 del digitale terrestre toscano (e in alta definizione sul 511). La trasmissione andrà in onda:

sabato 15 novembre ore 23.30

domenica 16 novembre ore 16,20

martedì 18 novembre ore 18,00

e per una settimana la puntata sarà visibile in streaming a questo indirizzo.

Giallo Pistoia è una trasmissione di TVL dedicata alla letteratura gialla appunto, curata dagli Amici del Giallo di Pistoia e condotta da Stefano Fiori e Giuseppe Previti. Noir, Thriller, Poliziesco e altre derivazioni del giallo vengono analizzate in studio con gli autori.

La trasmissione che abbiamo registrato è stata condotta da Giuseppe Previti e da Elena Zucconi.

Fanno parte dell’offerta TVL anche:
SPORTVL ( canale 193 )
TVL+1 ( canale 677 )
PTV ( canale 678 )

I pericoli delle presentazioni dei libri – 3 – L’esperto

DSCN4095

Il 16 ottobre saranno presentati due miei libri alla IBS di Firenze. Le presentazioni di libri nascondono molte insidie. In un precedente post sono state illustrate le presentazioni che avvenivano nell’antica Roma. Nel mio SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ ho descritto una presentazione dei giorni nostri (anzi, del 1996). Riporto quel capitolo a titolo di esorcismo, sperando che il 16 le cose non vadano proprio così.

Già pubblicate la parte prima e la parte seconda.

PARTE TERZA: L’ESPERTO

Seguirono alcuni penosi momenti di silenzio, poi lo scrittore fece: – In fondo siamo tutti animali… Ma, io sono fermamente convinto che chi scrive debba avere uno stretto rapporto di scambio col lettore; vorrei allora sentire la voce del pubblico; qualcuno ha delle domande da fare?
Abbassai lo sguardo come quando c’era da essere interrogati a scuola. Per fortuna si alzò un uomo di mezza età che, non so quando, si era seduto in una delle sedie dell’ultima fila.
– Buon pomeriggio, io non ho letto il libro, ma ne ho sfogliate alcune pagine nel corso della brillante esposizione della professoressa Perotti. Bene, volevo chiedere una cosa… È stato detto che la vicenda si svolge nel 1980, vero? – Fappani confermò con un cenno del capo. Lo spettatore fece un sorriso cattivo, da squalo che punta la preda, e riprese a parlare. – Bene: a un certo punto ho visto che c’è una scena in cui una ragazza, per sfuggire alle insistenze del suo ex fidanzato, entra nella sua Fiat Ritmo e fa scattare la chiusura centralizzata… Bene: le prime Ritmo ad avere le chiusure centralizzate e gli alzacristalli elettrici, furono le Super 75 e le Super 85 che nel 1981 sostituirono le versioni Targa Oro e 75. Quindi: una Ritmo del 1980 non poteva avere la chiusura centralizzata. Mi pare un’incongruenza non da poco. Il libro andrebbe ritirato e corretto.
Fappani, in quel preciso momento, si rese conto di aver sbagliato del tutto a pensare che la parte più difficile dell’attività di scrittore fosse lo scrivere. Gemette e disse: – Io ho avuto una Ritmo con la chiusura centralizzata, anche se non mi ricordo bene in che anno l’ho presa. Cioè… Lì è una scena drammatica, la protagonista si doveva chiudere di corsa in macchina, altrimenti l’ex la riempiva di botte.
– Vabbè, però sulle Ritmo del 1980 la chiusura centralizzata non c’era!
– Ringraziamo il signore per la sua preziosa precisazione – disse Torrini. – Ne terremo conto nelle edizioni successive. Altre domande?
Mi guardai intorno. L’esperto delle Ritmo si agitava sulla poltroncina con una faccia tra l’imbronciato e lo schifato. In piedi, da un lato, era apparso il ragazzo palestrato col codino che già avevo incrociato a villa Puccetti e alla Torrini Editrice. Lo fissai per un istante, poi distolsi rapido lo sguardo. Che ci faceva qui quella specie di culturista che al massimo doveva aver letto in vita sua un fumetto giapponese con le donnine nude? Leggi il resto dell’articolo

I pericoli delle presentazioni dei libri – 2 – I presentatori

sleepingIl 16 ottobre saranno presentati due miei libri alla IBS di Firenze. Le presentazioni di libri nascondono molte insidie. In un precedente post sono state illustrate le presentazioni che avvenivano nell’antica Roma. Nel mio SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ ho descritto una presentazione dei giorni nostri (anzi, del 1996). Riporto quel capitolo a titolo di esorcismo, sperando che il 16 le cose non vadano proprio così.

Già pubblicata la parte prima

PARTE SECONDA: I PRESENTATORI

 – Commenteranno quest’opera il grande Raffaele Blasi, che non ha certo bisogno di presentazioni, e la professoressa Dalia Perotti.
Sin dal primo momento avevo individuato nell’insegnante una possibile fonte di noia mortale, ma presto mi accorsi di aver sottovalutato il pericolo rappresentato dal Blasi.
Il critico prima fece un confuso discorso per cercare di inquadrare il romanzo nell’ambito di certi filoni della letteratura moderna. Riuscii solo a capire che si trattava di un romanzo di formazione, inserito, però, in un contesto matrimoniale, e che Fappani doveva aver copiato di brutto temi e linguaggio da due o tre scrittori, che peraltro io odiavo.
Quindi Blasi domandò al romanziere come mai avesse iniziato a scrivere solo in età avanzata.
– Prima avevo altro da fare – rispose Fappani, e tutti trovammo tale motivazione assolutamente esauriente.
Gelato da questa risposta, Blasi tornò a magnificare il romanzo.
– Rompere le palle è un’arte è un’opera che mi ha sconvolto nel profondo. L’autore ci regala sorprese e colpi di scena come solo i grandi sanno fare. Ad esempio: chi poteva immaginare che un personaggio in apparenza così solare e positivo come Irnerio potesse nascondere… – Fappani spalancò la bocca e gli occhi, si volse verso Blasi e gli lanciò uno sguardo disperato. L’altro non fece una piega e continuò: – … un segreto così angoscioso; una ferita derivante dal passato che rovescia completamente l’ottica con cui vanno valutate tutte le azioni che egli ha posto in essere con apparente generosa bontà nei precedenti capitoli. – Blasi si guardò intorno soddisfatto e, alla fine, notò la faccia sconsolata dell’autore. Aggiunse: – Ma forse, come mio solito, ho detto troppo.
No, hai detto tutto, pensai.
– E che dire del sorprendente doppio finale? – riprese il presentatore.
– Forse anche niente – lo interruppe, pronto, Torrini. – Non vorremmo togliere a coloro che acquisteranno oggi il libro – e mi guardò – il piacere di scoprire come si conclude la vicenda.
– Già, una chiusura davvero insolita… – insistette Blasi, ma venne subito interrotto dalla co-presentatrice e dall’autore che si protesero entrambi per sottrargli il microfono. Alla fine, fu la donna a impadronirsi dell’apparecchio. Leggi il resto dell’articolo

I pericoli delle presentazioni dei libri – 1 – Il deserto

presentazione

Il 16 ottobre saranno presentati due miei libri alla IBS di Firenze. Le presentazioni di libri nascondono molte insidie. In un precedente post sono state illustrate le presentazioni che avvenivano nell’antica Roma. Nel mio SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ ho descritto una presentazione dei giorni nostri (anzi, del 1996). Riporto quel capitolo a titolo di esorcismo, sperando che il 16 le cose non vadano proprio così.

PARTE PRIMA: IL DESERTO

Arturi e i pericoli delle presentazioni
4 marzo 1996 – lunedì – pomeriggio

Le presentazioni dei libri mi sono sempre piaciute ma, a volte, nascondono insidie.
Benché fossi alquanto angustiato dalla piega che stava prendendo la faccenda della morte del conte Puccetti e, in generale, da ogni cosa che riguardava Sonia, alla fine decisi di andare alla presentazione del libro del nuovo autore della Torrini Editrice.
Pensai che non potevo negarmi l’unica soddisfazione che forse stava per arrivarmi in questi ultimi mesi e che dovevo quindi attaccarmi il più possibile alla scrittura e a quello di buono che poteva darmi. Avevo finalmente una possibilità concreta di pubblicare un romanzo e non me la dovevo lasciar scappare, a costo di frequentare un farabutto come il Torrini, che forse era un ladro e… (omissis: evitiamo di spoilerare eccessivamente)…
Ero arrivato quindici minuti dopo l’orario fissato per l’inizio della presentazione, immaginando che l’incontro cominciasse con il solito quarto d’ora di ritardo.
Lì per lì temetti di aver sbagliato giorno perché, a parte i pochi clienti della libreria che giravano tra gli scaffali, non vidi nessuno. Alla fine notai che, disperse al centro di una delle sale, c’erano una trentina di sedie vuote e un tavolo. Intuii il pericolo imminente, ma prima che me la potessi filare venni bloccato da un elegantissimo Torrini che comparve d’improvviso da dietro uno scaffale.
– Buon pomeriggio – disse, muovendosi leggero, fasciato da un bell’abito blu. Mi prese a braccetto e mi condusse verso un eterogeneo terzetto di persone che provvide a presentarmi.
Quello più alto, tra i cinquanta e i sessant’anni, con un maglione sportivo arancione, era l’autore, Oscar Fappani. C’era poi Raffaele Blasi, anch’egli non giovanissimo, scrittore e critico letterario a me fino a quell’istante ignoto, che fungeva da presentatore. Il gruppo era chiuso dalla co-presentatrice, Dalia Perotti, un donnino secco e occhialuto in tailleur grigio, professoressa di italiano in un liceo classico. Leggi il resto dell’articolo

L’editoria e gli scrittori del futuro – LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più – 9 di 9

LE FUNZIONI DELL’EDITORE: funzioni che funzionano ancora e funzioni che non funzionano più

 Breve guida

·        per aiutare gli scrittori a valutare con chi pubblicare

·        per assistere agli editori nell’individuazione di strategie per la sopravvivenza

Col presente post si conclude la pubblicazione delle mie riflessioni sulle funzioni dell’editore e sul futuro dell’editoria e degli scrittori. In questa pagina del mio sito potete trovare il testo completo;

il testo è stato pubblicato a puntate sul mio blog così suddiviso:

(qui la parte prima: Chi sopravvive sul mercato – Scomporre l’attività dell’editore in funzioni)

(qui la parte seconda: Le funzioni dell’editore – il miglioramento delle opere mediante l’editing)

(qui la parte terza: La produzione dell’oggetto libro)

(qui la parte quarta: L’attribuzione del codice ISBN)

(qui la parte quinta: L’assolvimento degli obblighi fiscali connessi ai libri)

(qui la parte sesta: La distribuzione dei libri)

(qui la parte settima: La promozione dei libri)

(qui la parte ottava: La selezione delle opere)

 

Parte nona (e ultima)

 Conclusioni sull’editoria e sugli scrittori del futuro

La crisi del mondo del libro è sia economica che ideologica. L’editore vende poco e si trova scavalcato e accerchiato da tanti nuovi operatori. Inoltre non è più il soggetto che ha il pallino in mano e che detta le regole. Con l’affievolirsi della sua funzione, un tempo esclusiva, di selezionatore delle opere è costretto ad interrogarsi su quale sia diventato il suo ruolo sul mercato.

La crisi colpisce anche gli scrittori. Quelli professionisti vedono ridotte le loro possibilità di pubblicazione con gli editori tradizionali che stanno tagliando drasticamente il numero delle nuove uscite. Gli scrittori professionisti devono quindi valutare se le nuove forme di autopubblicazione e l’ebook possano essere una concreta opportunità che, in qualche caso, potrebbe permettere loro addirittura di migliorare la propria posizione.

Gli aspiranti scrittori e quelli che scrivono come attività secondaria, oltre ad avere sempre meno possibilità di pubblicare in modo tradizionale, si trovano anche ad affrontare un problema di definizione del concetto di scrittore stesso. Prima uno era uno “scrittore” se pubblicava con un editore, anche se era aperta tutta la problematica connessa agli editori a pagamento. Adesso se uno pubblica col self-publishing è da considerarsi uno scrittore? Alcuni risponderanno di no, ma se il volume autopubblicato riesce a vendere un certo numero di copie cartacee o elettroniche on line e trova i suoi lettori, magari più di quelli che avrebbe avuto se pubblicato con un piccolo editore, perché il suo autore non dovrebbe essere considerato uno scrittore? E, in tal caso, c’è un numero di copie sopra il quale si è scrittori e sotto il quale non lo si è? Chi stabilisce questo numero? E se un autore diffonde gratuitamente l’ebook con la sua opera venendo letto e venendo trovato piacevole da migliaia di persone, è giusto non considerarlo uno scrittore?

Un autore è quindi uno scrittore se viene pagato per venire pubblicato? Se viene pubblicato da un editore tradizionale? Se vende? Se viene letto, anche gratuitamente?

Se la risposta alla domanda è solo la prima, allora il numero di coloro che possono essere definiti scrittori è molto minore di quello che potrebbe apparire (inoltre si potrebbe aprire anche lì un problema di quantità: se vengo pagato 1.000 euro per un romanzo su cui ho lavorato per un anno, posso davvero dire che le centinaia di ore investite su quel lavoro siano state effettivamente remunerate?).

 Tuttavia sapere se un autore è o non è anche uno “scrittore”, in realtà è solo una questione di definizione e ogni persona che scrive si darà la sua risposta. Allo stesso modo, se un autore vuole pubblicare è bene che scelga tra editoria tradizionale, self-publishing, libri cartacei o ebook, a seconda di quelle che sono le sue aspirazioni e dopo essersi chiarito bene cosa si aspetta da questa pubblicazione (vuole solo essere letto e comunicare al mondo le sue idee, vuole il suo nome su una copertina, vuole guadagnare, vuole andare in televisione?). Una volta chiarito quello che è l’obiettivo, la scelta dell’editore o dell’operatore di self-publishing dovrà essere coerente con esso. Occorrerà verificare in concreto quali delle funzioni sopra esaminate vengano effettivamente svolte da quel singolo editore o self-publisher. Questa analisi preventiva, se accurata, ridurrà il rischio che i risultati che si otterranno in termini di qualità del libro, promozione e commercializzazione, differiscano in maniera rilevante rispetto alle aspettative dell’autore. E dato che l’infelicità non è determinata da quel che si ha ma dalla discrepanza tra quel che si desidera e quel che si ha, è bene che lo scrittore che vuole essere felice abbia ben chiaro a chi si sta legando ogni volta che firma un contratto di pubblicazione.

La felicità dell’editore è invece più difficile da raggiungere. In effetti, il Self-publishing può essere un vero e proprio colpo di grazia per il settore dell’editoria tradizionale che già era in crisi di suo. Da diverso tempo gli editori erano messi in sofferenza dal grosso potere dei distributori, adesso rischiano di rimanere esclusi totalmente da una parte importante del futuro mercato del libro. Come possono reagire a questa situazione? L’analisi delle funzioni dell’editore fatta in precedenza ci fornisce alcune indicazioni. Delle sette funzioni, il self-publishing più completo, per definizione, non svolge certamente la prima, la selezione delle opere, e per ora non è particolarmente attivo nell’ultima, la promozione. La maggior parte degli operatori del self-publishing è inoltre per il momento debole nell’accesso alla distribuzione. Una strada per gli editori potrebbe quindi essere quella di puntare su queste funzioni. In particolare, poi, per i piccoli editori che hanno anch’essi difficoltà sulla promozione e sulla distribuzione (aspetti sui quali dovranno comunque combattere il più possibile) potrebbe essere importante focalizzarsi sulla selezione della loro produzione, magari specializzandosi su certe tematiche, cercando di crearsi una nicchia di pubblico che veda nel marchio di quell’editore un riferimento e una garanzia di qualità.

In generale, è sulla capacità di riappropriarsi della funzione di selezione delle opere e sullo svolgerla in maniera molto più efficace che in passato che si gioca la sopravvivenza dell’editoria tradizionale. Una volta che, tra diversi anni e con l’inerzia dovuta alla mancata dimestichezza con l’informatica di parte della popolazione, il Self-publishing avrà tolto ogni ragione di esistere agli editori a pagamento, spazzandoli via, gli altri editori non avranno più scuse. O saranno riusciti a far diventare “pubblicato da un editore” sinonimo di qualità o si estingueranno. Non sarà un risultato facile da ottenere perché a vanificare gli sforzi di tanti potrebbe bastare la scelta di alcuni grandi editori di continuare a  inseguire il pubblico abbassando il livello dei loro cataloghi. Alcuni editori dovranno quindi tentare di distinguersi dagli altri, divenendo garanti autorevoli della qualità delle proprie pubblicazioni. Arrivare tra qualche anno a ottenere quel risultato non sarà facile per grandi editori, che già adesso hanno nomi prestigiosi, e sarà ancora più difficile per editori medi e piccoli, che rischiano di non avere spalle abbastanza larghe per sopportare un così lungo e difficoltoso cammino. Ma i tempi di grande crisi possono essere anche tempi di grandi opportunità e la mia speranza è che diversi piccoli editori, sfruttando da un lato le sacche di inerzia che sempre ha il mercato e dall’altro le nuove possibilità concesse dall’evoluzione tecnologica per la pubblicazione, la distribuzione e l’attivazione di canali di contatto col pubblico, possano non solo sopravvivere, ma addirittura prosperare e contribuire a migliorare la qualità dell’offerta dei libri.

9° di 9 post –  In questa pagina del mio sito potete trovare il testo completo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: