L’accogliente Pistoia in Giallo

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Pistoia mi si dimostra amica e mi accoglierà due volte nell’arco di 15 giorni.

Sabato 24 gennaio 2015 alle 18 saranno presentati alla libreria indipendente LES BOUQUINISTES di Pistoia (via dei Cancellieri 5)  i miei libri che fanno parte del Progetto SESSO MOTORE
Presenteranno Giuseppe Previti e la padrona di casa, Elena Zucconi. Maggiori dettagli in questo post.

Domenica 8 febbraio 2015 alle 15,30, nell’ambito del Festival del Giallo che si terrà presso la Biblioteca San Giorgio, farò parte di una tavola rotonda (“Cuore nero e lato oscuro. La letteratura gialla in Toscana”) condotta da Giuseppe Previti e Graziano Braschi alla quale parteciperanno, oltre al sottoscritto, Marco Vichi, Leonardo Gori, Giampaolo Simi, (Enrico Solito), Riccardo Parigi, Massimo Sozzi e Laura Vignali. Dopo la tavola rotonda ci sarà un incontro con Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli. Maggiori dettagli in questo post.

Grazie a tutti gli amici pistoiesi. Leggi il resto dell’articolo

Sabato 24 il Progetto #sessomotore di Sergio Calamandrei a Les Bouquinistes

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Sabato 24 gennaio 2015 alle 18 saranno presentati alla libreria indipendente LES BOUQUINISTES di Pistoia (via dei Cancellieri 5)  i miei libri che fanno parte del Progetto SESSO MOTORE; in particolare:

il romanzo giallo SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’

e il controverso saggio SESSO MOTORE 2: PERCHE’ SI FA POCO SESSO

Presenteranno Giuseppe Previti e la padrona di casa, Elena Zucconi.

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 Il romanzo e il saggio fanno parte del Progetto SESSO MOTORE (composto da due romanzi, un saggio, un’antologia di racconti e il blog http://sessomotore.wordpress.com) che cerca di capire se la vera motivazione profonda che guida le nostre vite sia il sesso, l’amore o la ricerca di ricchezza e potere.

SESSO MOTORE 1: Indietro non si può di Sergio Calamandrei

SESSO MOTORE 1: Indietro non si può di Sergio Calamandrei

Indietro non si può è un giallo che indaga sul mondo dei libri antichi e dell’editoria moderna e sul perché si faccia così poco all’amore: 1995, l’investigatore fiorentino Domenico Arturi deve fare i conti con un conte fiorentino ucciso, una vedova consolabile, un prezioso libro scomparso, un editore seducente, l’invasione dei cellulari, ma soprattutto, la lotta tra sesso e amore.

SESSO MOTORE 2: Perchè si fa poco sesso di Sergio Calamandrei

SESSO MOTORE 2: Perchè si fa poco sesso di Sergio Calamandrei

Perché si fa poco sesso è un agile saggio che spiega cosa fa girare il mondo e perché vogliamo essere ricchi e potenti invece che felici.
Perché impieghiamo così tante energie nel cercare di accumulare potere e beni quando l’esperienza dimostra che ciò non basta per essere felici? Perché il sesso è così pubblicizzato in questa nostra società e così osteggiato nella sua messa in pratica? Perché s’incontrano tante difficoltà ad avere piena soddisfazione sessuale?
Partendo dalla psicologia evoluzionistica e dall’analisi transazionale, passando attraverso la Teoria del Primo Sguardo, la Teoria del Giorno Giusto e la Teoria della Povertà Sessuale, l’autore illustra il problema delle complementarietà mancate e del perché la nostra società non possa tollerare il Comunismo Sessuale lasciando abbandonati al loro destino tanti e tante Proletari e Proletarie Sessuali. Alla fine, è il sesso il motore del mondo anche se il meccanismo, in realtà, funziona in maniera più contorta di quel che si potrebbe immaginare e ci sta portando a devastare il nostro pianeta.
La notizia buona è che siamo ancora in tempo per salvarci e che farlo sarebbe anche molto piacevole.

Recensione di Giuseppe Previti a SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’

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Riporto con piacere la recensione fatta da Giuseppe Previti sul suo blog al mio romanzo SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’.

SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’ di Sergio Calamandrei (Youcanprint)

SESSO MOTORE 1: Indietro non si può di Sergio Calamandrei

SESSO MOTORE 1: Indietro non si può di Sergio Calamandrei

Anni 90′, Firenze: non siamo ancora nell’era dei cellulari ma ci si sta avviando a cambiare il nostro modo di vivere, i giovani sognano un futuro dove i contatti saranno più facili e più diretti, gli anziani come sempre aborriscono le novità. E’ molto giovane e molto disinibita la giovane vedova del conte di Gaiole, Riccardo Puccetti, assassinato a Napoli non si sa bene se per una rapina andata a male o per altri ignoti motivi.
La contessa, Sonia Breschi Puccetti, ingaggia nel frattempo un investigatore privato, Domenico Arturi, un ex-poliziotto con l’incarico di ritrovare un prezioso volume del ‘700 scomparso dalla ricchissima biblioteca di famiglia sita nella villa stessa, che si trova nei pressi di Firenze al centro di un paesaggio stupendo. Arturi s’innamora della donna che è veramente bellissima ma anche senza remore; afferma infatti il suo diritto di fare all’amore con chi e quanto vuole, del resto con il marito formavano una coppia molto… aperta. Però a disdoro del nostro investigatore la Breschi sembra disponibile con tutti meno che con lui e questo fatto lo turba assai. Ma Arturi ha un altro problema: il principale sospettato del furto in biblioteca è un editore di bell’aspetto, che frequenta assai la villa e… ancor più la contessa, ma guarda caso sarebbe l’editore ideale per pubblicare un libro giallo che Arturi, aspirante scrittore, sta finendo in quei giorni. Arturi è stato comunque un buon poliziotto e lo è tutt’ora e quindi riuscirà a svelare i tanti misteri che circondano la vedova e la villa e dovrà anche affrontare anche dei momenti molto pericolosi.
Sergio Calamandrei nella vita fa il commercialista, quindi è persona razionale e abituata al linguaggio dei numeri, ma Calamandrei è anche uno scrittore di libri gialli, fa parte di quella vasta schiera di autori fiorentini che non si arrende alle difficoltà del momento e cerca di essere sempre presente nelle librerie. Calamandrei ha al suo attivo romanzi, racconti e ha anche ottenuto vari riconoscimenti. Nel 2014 ha dato vita a un ambizioso progetto, Sesso Motore, che comprende due romanzi, un saggio, un’antologia di racconti e un blog.

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Noi in queste note ci occupiamo di “Indietro non si può” un romanzo che indaga sui libri antichi, sull’editoria, sul mondo delle speculazioni edilizie, e, perché no, sulle forme dell’amore. Per dirla con l’autore: l’amore, il sesso, la ricchezza, quanto incidono sui rapporti umani? Sono costanti o variabili impazzite? Sono variabili che certamente si possono mescolare tra loro, come il progetto Sesso motore tende a dimostrare. Ma Calamandrei non dimentica le sue origini di giallista e con Indietro non si può ci porta all’interno di un thriller vero e proprio. Dove si dimostra che soldi, sesso, ricchezze, amori più o meno proibiti possono portare a commettere delitti, a proferire minacce e violenze, al proliferare di corruzioni legate a vasti giri di speculazioni. Il romanzo quindi, da una parte si sviluppa con la storia della contessa libertina e di tutta una serie di personaggi che le fanno da contorno, dall’altra si diletta nel rinfrescarci la memoria su varie teorie che concernono i principi che governano il mondo e si riflettono sul nostro modo di vivere.
Un libro giallo a tutti gli effetti con i suoi morti, le sue violenze, i suoi traffici ma non mancano gli accenni a quello che è un po’ il motivo centrale di questa collana, il sesso, e anche non mancano le riflessioni sul perché oggi si fa poco all’amore. Questo pensiero poi turba particolarmente il nostro investigatore, soggiogato dalla bellezza della contessa ma deluso del comportamento di lei nei suoi confronti, e questo incide anche sull’indagine, pur se poi l’Arturi troverà il bandolo della matassa.
La trama è fitta di personaggi: intanto l’Arturi e i suoi stravaganti collaboratori, poi il conte fiorentino ucciso a Napoli ma un po’ al centro di tutta la vicenda, la vedova non certo in gramaglie, il di lei nipotino avvocato che cura i suoi interessi, molto più posato della sua età ma anche lui dai troppi problemi esistenziali. Poi gli ex-colleghi di Arturi, e ancora un editore che vive più sfruttando il suo fascino con le donne che la sua professione. E qui c’è una simpatica digressione per chi vive il mondo delle librerie e delle presentazioni dei libri (il nostro autore queste cose le conosce benissimo…), e anche il rapporto di assoluto schiavismo di un editore verso un autore esordiente. Ma rimaniamo alla storia, che è partita da un delitto e dalla sparizione di alcuni libri rari, anche se poi verranno a galla i veri motivi dei delitti.
Il sesso, più che l’amore appare molto in questo libro, e appare netta anche la condanna a chi invece impiega le sue energie per arrivare al potere e alla ricchezza senza alcuna remora. In questo senso la figura della contessa è, nella sua assoluta amoralità, anche la più simpatica e viva del libro. La nostra protagonista propugna il suo diritto a soddisfare la propria sessualità, ogni individuo dovrebbe fare come vuole, la soddisfazione sessuale intesa come bisogno primario e da non vincolare alla morale comune. Certamente è una posizione estrema e tutto quanto è estremo non può essere accettato a cuor leggero anche perché le conseguenze di un allentamento generale dei costumi finiscono per costare dei prezzi troppo alti. Ma, e il titolo stesso di questa storia ce lo ricorda, se si va troppo avanti indietro non si torna…

GIUSEPPE PREVITI

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La Vigilia di Natale (da SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’)

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Parisi e la Vigilia

24 dicembre 1995 – domenica – cena

Era la prima volta, quella, e fino ad allora non era andata male.
Francesca era stata a mangiare a casa di Parisi in varie occasioni, ma questa era la prima festa comandata che lei passava insieme ai genitori di Renzo. L’apparecchiatura perfetta e curatissima, i pacchetti con i regali che la ragazza aveva portato e quello che la madre di Parisi le aveva dato in cambio, le luci intermittenti dell’albero di Natale, l’aperitivo prima della cena, i vestiti eleganti, tutto, insomma, contribuiva a dare una certa aria di ufficialità alla serata.
Renzo si sorprese a osservare con ammirazione Francesca che conversava cortese e rispettosa con i suoi genitori e sentì crescere in sé la soddisfazione. La madre e il padre gli stavano lasciando trasparire approvazione per la donna che lui aveva condotto in quella casa. Una volta aveva letto che, in fondo, tutto ciò che facciamo è finalizzato a far vedere ai nostri genitori quanto siamo bravi. E in quell’istante i suoi gli stavano dicendo che aveva scelto bene la compagna. Renzo si gustò il momentaneo appagamento del suo bisogno di consenso e lo celebrò sorseggiando lento un calice di buon vino rosso, di quello che il padre teneva in serbo per le grandi occasioni.
– Allora, Francesca, tu collabori anche col Movimento per la Vita? – stava chiedendo la madre di Parisi.
La ragazza sorrise.
– E cosa fate lì? – domandò il padre.
– Il primo Centro di aiuto alla vita è nato proprio qui a Firenze nel 1975. Aiutiamo le donne in difficoltà, soprattutto quelle incinte. Cerchiamo di evitare che decidano di abortire per mancanza di denaro o per paura dei problemi che dopo dovrebbero affrontare.
– Gli date dei soldi?
– Sì, tra le varie forme di assistenza c’è un progetto proprio per l’adozione temporanea a distanza di madri in difficoltà. Ne ospitiamo anche alcune, soprattutto le straniere. Circa la metà delle donne che vengono da noi non sono italiane… Mandiamo poi alle famiglie bisognose le carrozzine, i vestitini e le altre cose usate che ci vengono regalate.
– Mi pare una bella cosa – disse la signora Parisi.
– Sì – fece Francesca, sorridendo. – Ogni aborto che evitiamo è una gioia enorme.
– Ma che brava questa ragazza, Renzo! – esclamò la madre. Era una donna alta, dal quieto sorriso. Ora si era parecchio appesantita ma si vedeva che da giovane era stata bella, anche se certo non al livello della sorella minore Sonia.
– Pure Fra’ ha i suoi difetti – rispose Parisi. – Ora la vedete tutta dolce e buona, ma voi non sapete che pazienza ci vuole a sopportarla.
La mamma si volse seria verso il figlio ma Francesca rise e, dopo un istante, tutti sorrisero. Comunque, la madre volle commentare: – È proprio una figliola da sposare, questa. Tu non la meriti proprio, Renzo.
Francesca abbassò il capo e non disse nulla.
L’avvocato fece una smorfia. Poi chiese: – Potremmo mangiare il dolce? Tra poco dobbiamo andare alla messa di mezzanotte.
Il padre si alzò veloce e andò ad armeggiare in cucina. La moglie si alzò anche lei per cambiare i piatti e la ragazza volle a tutti i costi aiutarla. Renzo rimase solo seduto a tavola. Si massaggiò la fronte e bevve un altro bicchiere di vino.

Finito di mangiare un ottimo millefoglie, quando mancava solo un quarto d’ora all’inizio della messa, i due giovani si misero i cappotti, salutarono i genitori di Parisi ed entrarono nell’ascensore. Francesca aveva un bel sorriso e gli occhi luminosi. Renzo cercò di indovinarne il motivo: magari era felice per come era andata la serata o forse già pregustava l’incontro con quel Dio in cui credeva tanto.
Io non sono così fortunato, pensò l’uomo. Da bambino era stato molto religioso, ma dopo aveva iniziato a non capire bene il motivo per cui alcune cose non si potessero fare. Non comprendeva, ad esempio, perché masturbarsi fosse un peccato. Tutto sommato, farlo non creava danno a nessuno, eccettuato a sé stessi se fossero state vere certe improbabili dicerie sul diventare ciechi.
Nell’adolescenza aveva cominciato, quindi, ad avere dei dubbi su alcuni dettagli della religione cristiana. Poi, un sabato pomeriggio in cui aveva rinunciato ad andare a una festa per partecipare a un ritiro, mentre stavano pregando in gruppo, aveva scorto il sacerdote che durante il Padre Nostro aveva dato un’occhiata all’orologio, per vedere se era tardi. Questo gesto, così terreno, piazzato da un ministro di Dio nel bel mezzo di un momento altamente religioso lo aveva turbato nel profondo. Iniziò, allora, a convincersi che occorreva distinguere tra il nucleo profondo della religiosità e quelle che invece erano le sue sovrastrutture, formatesi per stratificazioni nei secoli in maniera talvolta opinabile per opera di uomini spesso fallibili. Arrivato ai vent’anni aveva perdonato quel povero sacerdote ed era giunto alla conclusione che un Dio c’era e che valeva la pena di comportarsi in modo giusto. Però cosa fosse giusto lo avrebbe deciso lui perché le diverse religioni erano solo degli strumenti convenzionali per ricordarsi che qualcosa sopra di noi esiste e una religione valeva l’altra. Dopo essere giunto a queste conclusioni, Renzo aveva continuato per anni a ripetere le sue preghiere prima di addormentarsi, ma le considerava ormai un mantra, un modo per ricordarsi ogni sera che non doveva assolutamente fare del male agli altri; questo era diventato l’unico vero peccato della sua personale religione. E continuava ad andare alla messa a Natale e a Pasqua, ogni volta curioso di vedere se avrebbe provato qualcosa.
Anche quella sera, quindi, non gli pesò recarsi alla messa. Anzi, voleva proprio sapere che effetto gli avrebbe fatto assistere alla funzione in compagnia della sua donna e se la religiosità di lei lo avrebbe coinvolto in qualche modo.
Dunque, quando andarono a piedi verso la chiesa, col passo veloce per difendersi dal gelo, Renzo mise una mano sulla spalla di Francesca e si sentì quasi contento.

Tratto da SESSO MOTORE 1: INDIETRO NON SI PUO’

E’ già Natale: fino al 23 novembre sconti del 30% sui miei libri

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